Clement Inbona

Commento LFDE del 29 novembre

Semplice fuoco di paglia o incendio boschivo?

a cura di Clément Inbona, gestore

Un vento di panico aleggia all’indomani del Giorno del Ringraziamento. Al risveglio gli investitori risentono dei postumi di una sbornia: i principali indici perdono tra il 3 e il 4% mentre aprono i mercati europei.

Le preoccupazioni per l’emergere di una nuova variante scoperta in Sudafrica ne sarebbero la causa. L’elevato numero delle mutazioni induce a temere una maggiore contagiosità rispetto a quella delle varianti conosciute, ma anche una minore efficacia dei vaccini disponibili. Per il momento, il flusso di informazioni relative a questa variante è ancora frammentario ed è in gran parte basato su modellizzazioni e non su dati puramente fattuali. Quanto basta per alimentare una reazione eccessiva.

Va pur detto che questa correzione avviene in condizioni di limitata liquidità, con la chiusura del mercato statunitense giovedì 25 novembre e un orario ridotto venerdì 26 novembre. Così si spiega, in parte, la natura erratica della reazione del mercato. In secondo luogo, questa correzione avviene in un contesto particolarmente favorevole dato che, prima di questo episodio, i grandi indici azionari avevano tutti registrato delle performance superiori al 30% dal 9 novembre 2020, giorno dell’annuncio del primo vaccino contro il Covid 19. Questo movimento rialzista è del resto riuscito ad affrancarsi dal rischio sanitario nonostante un’ondata legata alla variante delta e il riaffiorare di ondate stagionali.

Al di là delle azioni, la reazione è piuttosto caricaturale poiché i tassi d’interesse evidenziano una flessione significativa anticipando una posizione più accomodante delle banche centrali. Sul versante azionario, i più colpiti sono logicamente i titoli legati alla riapertura dell’economia, mentre quelli legati allo Stay at home lo sono molto meno.

Benché questa nuova variante possa far temere nuove misure restrittive per la circolazione di persone, beni e servizi, va sottolineato che la crisi sanitaria che stiamo vivendo da quasi due anni ha reso le aziende e i governi più resilienti di fronte a simili ostacoli.

È probabilmente ancora troppo presto per giudicare la legittimità o meno di questa reazione del mercato. Innanzitutto perché questa variante è per ora poco conosciuta e il suo impatto ancora poco prevedibile. È preoccupante perché le sue numerose mutazioni riguardano la proteina del virus che è la chiave d’ingresso nel corpo umano. In cambio, nulla si sa al momento della sua pericolosità. Se dovesse diffondersi, sarebbe senza dubbio simile a un incendio boschivo in grado di paralizzare nuovamente l’economia. Se si rivelasse invece un pericolo di poco conto, sarebbe assimilabile a un fuoco di paglia, con le azioni e l’economia che riprenderebbero a crescere a un ritmo ancora più sostenuto.

Redatto il 26.11.2021