Alexis Bienvenu

Colpo da maestro?

Lo scorso 5 novembre è stato un giorno insolito per le borse in cui, per un motivo ovvio, i titoli più penalizzati dai dazi statunitensi hanno improvvisamente sovraperformato il resto del mercato. A Washington si è infatti svolta l’udienza della Corte Suprema americana in cui è stato esaminato il fondamento legale dell’imposizione di una parte dei dazi sulle importazioni da parte di Donald Trump. Anche se l’udienza si è rivelata nettamente contraria alle posizioni della Casa Bianca, la decisione dovrebbe giungere tra diverse settimane o addirittura tra diversi mesi.

Eppure, la partita sembrava ben impostata visto che tra i nove giudici della Corte Suprema, sei sono considerati “conservatori” e, di questi, tre sono stati nominati direttamente da Trump durante il suo primo mandato. Una maggioranza comoda, a priori docile.

Tuttavia, l‘International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) – la legge cui è ricorso Trump per imporre parte di queste tasse – è apparsa così difficile da difendere giuridicamente che anche una parte dei giudici conservatori si è mostrata scettica, lasciando presupporre una sentenza finale sfavorevole alla Casa Bianca.

Tutto questo, a dire il vero, non sarebbe affatto sorprendente. Già in due occasioni, in primo grado e poi in appello a livello federale, i tribunali americani si sono pronunciati contro la legalità del ricorso a questa legge per imporre i dazi. L’argomento era estremamente solido: l’imposizione di nuove tasse è, in generale, competenza esclusiva del Congresso e non del Presidente. Di fronte a questo argomento, basato sulla separazione dei poteri – principio fondamentale delle democrazie moderne – l’amministrazione Trump ha sostenuto che la legge IEEPA consentiva di adottare misure eccezionali in situazioni di emergenza. Sostenendo l’idea che il disavanzo commerciale americano abissale e le importazioni di fentanil costituissero un’emergenza, la Casa Bianca sperava di giustificare il ricorso a questa legge eccezionale. Tuttavia, sembra che i giudici non siano stati particolarmente impressionati da questa tesi. È infatti difficile sostenere che il disavanzo commerciale rappresenti un’emergenza poiché è in corso da decenni senza arrecare particolare danno all’economia americana. Per quanto riguarda le importazioni di fentanil dalla Cina, non saranno i dazi a contrastarle ma piuttosto i controlli doganali e una politica sanitaria efficace.

Se, come sembra ormai plausibile, il ricorso all’IEEPA fosse invalidato dalla Corte Suprema, cosa potremmo aspettarci dai mercati? Sprofonderebbero a causa della sconfitta di Trump, seguita da probabili reazioni rabbiose del presidente? O esulterebbero, invece, per la fine di questi dazi che alleggeriranno i costi sui prodotti importati?

Possiamo ipotizzare un aumento dei tassi di interesse a causa del mancato gettito fiscale, che aggraverebbe la situazione di bilancio mentre le azioni, ad eccezione dei titoli finora maggiormente penalizzati da queste tasse, risentirebbero di questo aumento dei tassi, tanto più che aumenterebbe l’incertezza sul futuro della politica tariffaria. D’altra parte, però, la Federal Reserve potrebbe trovare un nuovo margine di manovra per abbassare i tassi grazie all’eliminazione di una fonte di inflazione, sostenendo così gli asset rischiosi. È difficile prevedere da quale parte finirebbe per pendere la bilancia.

Ma, a dire il vero, questo modo binario di porre la questione non è il migliore. Infatti, anche se la Corte Suprema invalidasse, almeno in parte, il ricorso all’IEEPA per l’imposizione dei dazi, non impedirebbe probabilmente il ricorso ad altre leggi specifiche per raggiungere gli stessi fini, senza nemmeno dover consultare il Congresso. Vi è infatti una serie di leggi su cui la Casa Bianca si è già basata per introdurre dazi mirati, senza che tale utilizzo sia stato finora messo in discussione. Si tratta, in particolare, di articoli presenti nel Trade Expansion Act e nel Trade Act. Tuttavia, queste leggi sono più vincolanti da attuare. Alcune richiedono indagini preliminari prima di poter essere invocate, altre limitano nel tempo o nella portata le tasse applicabili. Il “piano B” sarebbe quindi tedioso e limitato, impedendo a Trump di agire in modo discrezionale. La Corte Suprema darebbe così un colpo definitivo alla governance trumpiana. Un colpo da maestro per difendere il suo perimetro.

 

Rédaction achevée le 7.11.2025 | Alexis Bienvenu, Gérant, La Financière de l’Échiquier (LFDE)
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