Stéphane Nières-Tavernier

Focus su… Echiquier Space - Marte 2026

Stephane Nières-Tavernier, Responsabile Polo Tecnologia & Gestore, Christophe Pouchoy, Gestore e Alicia Daurignac, Analista e Gestore, Echiquier Space, LFDE

Seguiamo, dal 2021, i cambiamenti dell’ecosistema spaziale con il fondo tematico internazionale, Echiquier Space. Questo fondo pionieristico investe oggi principalmente in società industriali del settore aerospaziale e della difesa, società tecnologiche (produttori di semiconduttori, sensori, strumenti e software specializzati…) e della comunicazione satellitare. Il fondo, basato su convinzioni, coniuga sviluppo tecnologico e gestione attiva dei rischi per beneficiare della crescita strutturale dell’ecosistema spaziale. Con il lancio previsto di Artemis II e l’IPO di SpaceX entro l’estate, il tema dovrebbe continuare a suscitare interesse presso gli investitori e a occupare un posto di rilievo nell’attualità.

Le operazioni

Congiunturali

Nel secondo semestre del 2025 e all’inizio del 2026 abbiamo preso profitto su Kratos e sui pure player spaziali americani in occasione dei forti rialzi (settembre/ottobre e gennaio), tra cui Rocket Lab, Blacksky e Planet Labs, per poi tornare a rafforzare gli stessi titoli (novembre/dicembre, febbraio/marzo) dopo che avevano subito prese di profitto. Abbiamo continuato a investire nei player della difesa spaziale esposti al progetto Golden Dome negli Stati Uniti e i loro concorrenti europei. Altrettanto abbiamo fatto con Gilat nel settore delle apparecchiature elettroniche e abbiamo inserito STMicro in portafoglio, il fornitore di Starlink e di Amazon LEO. Nel segmento delle comunicazioni satellitari, strattonato dalla concorrenza di Starlink, abbiamo modificato il posizionamento del fondo vendendo Iridium ed entrando in SES, Globalstar, Echostar e AST Spacemobile. Abbiamo infine investito in nuovi operatori di costellazioni satellitari giapponesi.

Fondamentali

Le prospettive solide del settore dovrebbero essere sostenute da diversi catalizzatori, quali la crescita delle applicazioni commerciali e l’aumento della spesa pubblica per l’esplorazione e la difesa spaziale. Quest’ultima si conferma un potente motore di crescita dell’ecosistema con il presidente Trump che ha appena annunciato l’intenzione di aumentare il budget militare del +50% entro il 2027. Anche il decreto Ensuring American Space Superiority di fine dicembre rappresenta un segnale positivo per l’esplorazione e la difesa spaziale. Abbiamo quindi incrementato la nostra esposizione al settore della difesa, passata dal 20% alla fine del 2024 (44% includendo le società con almeno il 10-15% del fatturato esposto alla difesa) al 39% (e al 65%). Il peso dei titoli industriali è così salito al 61%[1]. Tra i titoli tecnologici (21% del fondo) abbiamo ridotto il peso dei software e privilegiato l’esposizione ai semiconduttori critici per l’ecosistema spaziale e ai produttori di apparecchiature tecnologiche.

Strategia di investimento

In un universo composto oggi da più di 150 titoli, la nostra strategia si basa sulla nostra esperienza nel settore per individuare le migliori opportunità dell’ecosistema spaziale e selezionare una trentina di convinzioni. Investiamo in tutti i segmenti dell’ecosistema spaziale, privilegiando 4 profili di società: quelle che svolgono le loro attività dallo Spazio, sulla Terra, tra la Terra e lo Spazio, o che sviluppano tecnologie trasversali. Abbiamo sviluppato degli strumenti che ci consentono di individuare delle nuove opportunità e di confrontare le loro prospettive di crescita e le loro valutazioni. Riteniamo che il nostro posizionamento ci permetterà di cogliere – nel tempo – la creazione di valore legato a questa rivoluzione.

 

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[1] Dati al 2 marzo 2026